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La Valutazione dell'efficacia della formazione

La valutazione dell’efficacia della formazione degli psicoterapeuti
 Alberto Zucconi
Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale Scuole di Psicoterapia (CNSP)
azucconi@iacp.it
 
Per delineare i bisogni e operare per il futuro della psicoterapia e della formazione degli psicoterapeuti in Italia è necessario fare emergere quegli aspetti impliciti che determinano gli scenari presenti ed in tal modo anche quelli futuri di questo settore.
 
Oggi si sente menzionare sovente che in Italia ci sono troppi psicoterapeuti, ma le analisi dei bisogni degli organi scientifici competenti ci offrono un’altra prospettiva.
 
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel rapporto del 2004 sulla salute mentale sottolinea con allarme che attualmente nel mondo 450 milioni di persone soffrono di disturbi mentali, tale problematica è responsabile per la perdita del 13% degli anni di vita (DALYs) e tale perdita nelle condizioni attuali è destinata ad aumentare del 15% ni prossimi 15 anni. Nell’ambito della salute mentale la depressione è una delle principali cause del burden of disease: 121 milioni di persone ne sono colpite. La depressione è una delle maggiori cause del suicidio, ogni anno 1 milione di persone commette suicidio e sempre secondo l’OMS dai 10 ai 20 milioni di persone all’anno tentano il suicidio. Le ricerche rilevano che in Europa la depressione è una delle malattie più disabilitanti che nel solo 2004 ha causato il 6% del totale burden of disease. Nelle 28 nazioni europee con una popolazione complessiva di 466 milioni, almeno 21 milioni sono stati colpiti da depressione con un costo economico stimato di 118 miliardi di Euro nel 2004 pari all’1% del prodotto europeo lordo.
 
L’OMS afferma che è necessario tenere presente che la malattia mentale (che non include il mero malessere psicologico) è responsabile di un enorme peso per la società non solo i termine di sofferenza ma anche di i perdite economiche e di concausa per numerose malattie fisiche. I bisogni di trattamenti efficaci ed efficienti della popolazione eccedono l’offerta e le possibilità di accesso a tali trattamenti della popolazione mondiale.
 
Per questi motivi non riteniamo troppo alto il numero degli psicoterapeuti in Italia ma troppo basso il livello dei servizi psicoterapeutici erogato sopratutto a quelle fasce della popolazione non abbiente che non potendo ricorrere alle cure di psicoterapeuti privati si rivolge come è suo diritto al servizio sanitario nazionale ove purtroppo, a causa della mancanza di fondi o della carenza del personale spesso ricevono solo dei trattamenti farmacologici.
 
Da più parti emergono esortazioni che dicono: Il mondo della formazione privata in psicoterapia Italiana ha bisogno di migliorare la qualità. Tale affermazione è pienamente condivisibile, meno se ci si limita a voler considerare solo il livello di qualità raggiunto dalle scuole private senza considerare l’utilità di valutare anche la qualità delle scuole di specializzazione universitarie. Una impostazione corretta dovrebbe anche prendere in seria considerazione di come avviene la costruzione sociale degli psicologi ed i medici negli ambiti dei corsi di laurea. Se si vuole veramente operare sui livelli di qualità degli psicoterapeuti tutto il sistema di formazione degli stessi deve essere sottoposto ad analisi empirica.
 
La ricerca sull’efficacia della psicoterapia ha avuto un grande sviluppo negli ultimi 60 anni. Con la pubblicazione delle registrazioni di tutte le sedute di una psicoterapia Carl Rogers (1942,1957), generò un grande fermento nel campo della ricerca in questo settore sollecitando lo studio a livello fenomenologico dell’interazione di un terapeuta con un determinato cliente e postulando l’esistenza di condizioni necessarie sufficienti per la promozione del cambiamento, comuni a tutti i paradigmi psicoterapeutici. Molti anni dopo Smith, Glass e Miller (1980) con l’adozione della metanalisi, che permette di comparare protocolli di ricerca diversi tra loro, hanno aperto un altro fecondo territorio all’indagine empirica sui comuni denominatori in psicoterapia (Zucconi, 1982), (Horvath & Greenberg, 1994) (Norcross, 2002), (Levant, 2005).
 
Se la ricerca sull’efficacia e l’efficienza della psicoterapia ha fatto grandi passi nel mondo, Italia inclusa, non altrettanto si può dire della ricerca concernente i fattori che promuovono l’efficacia della formazione dei nuovi psicoterapeuti. Per questo motivo il Coordinamento delle Scuole Private di Psicoterapia (CNSP) ha deciso di promuovere una ricerca internazionale con l’obiettivo di migliorare l’efficacia dei corsi di formazione in psicoterapia e dei servizi di psicoterapia erogati nei vari paradigmi attraverso la promozione sistematica della ricerca nelle scuole di specializzazione in psicoterapia, pubbliche e private. (Elliott & Zucconi, 2006).
 
Promuovere la qualità della psicoterapia e della formazione degli psicoterapeuti necessita di un’opera sistemica e trasversale a tutti i paradigmi.
 
Già nel lontano 1936 Saul Rosenzweig (1936) ha proposto l’ipotesi che l’efficacia dei vari approcci psicoterapici sia determinata dalla presenza di impliciti denominatori comuni. La creazione di organismi quali la SPR e la SEPI sono esempi di come si possano dare contributi eccellenti per la creazione di una casa comune della psicoterapia. Per fortuna SPR e SEPI sono presenti ed attive anche in Italia. Altri esempi in tal senso, sono costituiti dalla creazione del CNSP e della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP) che raggruppano la maggior parte degli psicoterapeuti italiani. Adesso nel settore della psicoterapia , per andare avanti ulteriormente è necessario promuovere un processo virtuoso aperto a tutte le parti in causa, ciò è una condizione necessaria per affrontare le sfide per del presente e del futuro di questo campo.

International Project on the Effectiveness of Psychotherapy and Psychotherapy Training (IPEPPT), un progetto internazionale sull’efficacia della psicoterapia e dei training degli psicoterapeuti
 
Questo progetto è stato intrapreso nel 2005 dal Coordinamento Nazionale delle Scuole private di Psicoterapia (CNSP) in collaborazione con le ventuno associazioni di psicoterapia che compongono la Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP). Sono stati costituiti il Comitato Scientifico Internazionale e il primo Sottocomitato Scientifico che vede riuniti i colleghi afferenti all’Approccio Centrato sulla Persona e alle Psicoterapie Esperienziali.
 
Aderiscono attualmente al progetto ricercatori e formatori di scuole di psicoterapia pubbliche e private di vari orientamenti presenti in Italia, Francia, Belgio, Scozia, Germania, Canada, Stati Uniti ed Australia. La partecipazione è tuttavia aperta alle scuole di formazione in psicoterapia pubbliche e private, agli istituti di ricerca pubblici e privati e ai singoli ricercatori di tutto il mondo. Gli psicoterapeuti che operano nel pubblico e nel privato possono partecipare individualmente attraverso la compilazione dei protocolli di singoli clienti in trattamento (single case study).

Obiettivi del progetto
 
Migliorare l’efficacia dei corsi di formazione in psicoterapia e dei servizi di psicoterapia erogati nei vari approcci teorici attraverso la promozione sistematica della ricerca nelle scuole di specializzazione in psicoterapia, pubbliche e private.

Obiettivi specifici

 1. Creare un protocollo di base condiviso da tutti i paradigmi al fine di valutare i risultati delle psicoterapie
 
2. Creare un protocollo di base condiviso da tutti i paradigmi al fine di valutare i risultati ottenuti nei corsi di formazione in psicoterapia
 
3. Creare protocolli specifici per i singoli paradigmi al fine di valutare i risultati delle varie specifiche forme di psicoterapia
 
4. Realizzare uno studio internazionale collaborativo sulle risultanze dei trattamenti psicoterapici erogati nelle cliniche universitarie e negli istituti di formazione
 
5. Realizzare uno studio internazionale collaborativo sulle risultanze dei diversi corsi di formazione in psicoterapia nei vari approcci psicoterapici

Aspetti generali del progetto
 
Il progetto ha due principali componenti.
 
1. Ricerca basata sulla pratica (practice-based) nelle scuole di formazione in psicoterapia
 
Questa prima componente consiste nel condurre ricerche - basate sulla pratica - sull’efficacia della psicoterapia, condotte in università e scuole di formazione in Europa, Nord America ed altre nazioni del mondo. La ricerca sui processi e i risultati psicoterapici è essenziale per la comprensione e il miglioramento delle pratiche psicoterapiche.
 
Essere capaci di impiegare la ricerca, e di conoscerne i metodi, è una competenza importante per gli psicoterapeuti. Tuttavia affinché risulti utile agli psicoterapeuti, essa deve avere effetti significativi per la pratica psicoterapeutica. Purtroppo le sperimentazioni cliniche effettuate con tecniche randomizzate si rivelano generalmente difficilmente applicabili per essere realizzate dagli psicoterapeuti e non forniscono un aiuto ad una maggiore comprensione o ad un miglioramento dei servizi erogati. E’ al contrario necessario disporre di sistemi di ricerca centrati sulla pratica stessa della psicoterapia, strumenti non troppo costosi e facili da usare, che misurino sia il processo che i risultati centrandosi sugli elementi significativi comuni a tutte le psicoterapie (ad esempio l’alleanza terapeutica, i problemi del cliente, il disagio generato da sintomi); tali sistemi devono essere derivati da metodi flessibili che consentano di condurre ricerche applicate ai singoli casi; è infine indispensabile che i programmi di ricerca sia supportati da network costituiti da psicoterapeuti (Practitioner Research Networks - PRNs).
 
Poiché il miglior modo per conoscere tali metodi è di usarli già durante il proprio training in psicoterapia, appare evidente la necessità di focalizzare l’attenzione sulle scuole di formazione in psicoterapia.
 
Questo obiettivo viene perseguito attraverso:

 a. lo sviluppo di un protocollo comune di base finalizzato a valutare i processi e i risultati terapeutici e che possa essere usato nei vari orientamenti psicoterapici;
 
b. la creazione di un database e di una clearing house (ossia di un sistema di normalizzazione) delle misurazioni dei processi terapeutici, dei risultati terapeutici e dei processi di cambiamento, in grado di analizzare in modo che siano tra loro confrontabili i dati provenienti da una vasta gamma di differenti approcci psicoterapici;
 
c. promuovere l’insegnamento e la diffusione degli strumenti della ricerca basata sulla pratica.

 
A questo scopo il progetto prevede l’uso di un modello "a stella" costituito da un protocollo comune condiviso da tutti gli approcci psicoterapici (che costituisce il corpo della stella) il quale costituirà il "denominatore comune" e da molteplici protocolli specializzati relativi ai vari approcci psicoterapici (che costituiscono i diversi raggi della stella).
 
2. Valutazione dell’efficacia della formazione
 
La seconda componente si propone di valutare l’efficacia della formazione in psicoterapia nelle scuole pubbliche e private. A tutt’oggi le conoscenze scientifiche sull’efficacia della formazione degli psicoterapeuti sono scarse, e ciò dipende in parte da difficoltà tecniche e logistiche. Queste difficoltà derivano, tra l’altro, dall’assenza di misure, concordate dai vari approcci psicoterapici, delle variabili relative al funzionamento degli psicoterapeuti, e dalla necessità di verificare longitudinalmente il cambiamento degli psicoterapeuti durante un periodo di training di diversi anni. Al contrario appare di estremamente importante iniziare la valutazione sistematica della formazione degli psicoterapeuti. Le attività che costituiscono i sistemi di valutazione devono inoltre essere capaci di produrre risultati di tipo sia formativo che sommativo. In altre parole il progetto dovrebbe contribuire a migliorare l’efficacia dei training in psicoterapia fornendo risultanze circa i processi efficaci o inefficaci nella formazione degli psicoterapeuti; esso dovrebbe inoltre fornire dati per provare l’efficacia della formazione degli psicoterapeuti. Questi dati sarebbero inoltre utili alle scuole stesse al fine di accedere più facilmente alle procedure di accreditamento e di finanziamento. E’ previsto anche per questa componente un modello a stella, che consenta la partecipazione di tutti i vari approcci, costituito da una parte centrale con parametri di misurazione comuni validi per i diversi approcci e da protocolli specifici contenenti i parametri relativi ai singoli approcci e orientamenti.


Comitato scientifico internazionale dell’IPEPPT
 
Alberto Zucconi, Coordinatore (Coordinamento Nazionale Scuole di Psicoterapia, Italia e Università di Siena)
 
David Orlinsky, Direttore Scientifico Associato (University of Chicago, USA; Collaborative Research Network for the Study of the Development of Psychotherapists)
 
Franz Caspar (University of Freiburg, Germany; Institute for Psychology)
 
Louis Castonguay (Pennsylvania State University, USA; Pennsylvania Psychological Association Practitioner Research Network)
 
Glenys Parry (University of Sheffield, UK; Director of Research, Community Health Sheffield/NHS Trust)
 
Bernhard Strauss (Friedrich Schiller University Jena, Germany; Institute for Medical Psychology)
 
Contattare il Coordinatore della ricerca: Alberto Zucconi:


Contattare il Direttore Scientifico della Ricerca: Robert Elliott:


Website della ricerca internazionale (in inglese): www.ipeppt.net


BIBLIOGRAFIA
 
Elliott, R. & Zucconi, A.. (2006). "Doing research on the effectiveness of Psychotherapy and Psychotherapy Training: A person-centered/experiential perspective." Person Centered & Experiential Psychotherapies Journal, Vol. 5, Number 2 pp. 82-100, Summer 2006.
 
Levant, R.F. (2005). Report of the 2005 Presidential Task Force on Evidence-Based Practice. Washington, DC: APA.
 
Horvath, A.O., & Greenberg, L.S. (Eds.) (1994). The working alliance: Theory, research, and practice. New York: John Wiley & Sons. Norcross, J. (ed.) (2002). Psychotherapy relationships that work. New York: Oxford University Press.
 
Rogers, C. R., (1942) Counseling and Psychotherapy, Boston, Houghton Mifflin, trad. it, Psicoterapia di Consultazione, Roma, Astrolabio, 1971.
 
Rogers, C. R., (1957) The necessary and sufficient conditions of therapeutic personality change, I. Consult. Psychol., 21, trad. it. in La Terapia Centrata sul Cliente,Martinelli,Firenze 1970.
 
Rosenzweig, S. (1936) Some implicit common factors in diverse methods in psychotherapy, American Journal of Orthopsychiatry, 6, 412-415.
 
Smith, M. L. & Glass, G. V. & Miller, T.I. (1980) The benefits of psychotherapy. John Hopkins University Press, Baltimore.
 
Zucconi, A. (1982) Denominatori comuni nelle varie forme di psicoterapia. Atti Congresso di Psicologia Umanistica. Associazione Italiana di Psicologia Umanistica. Firenze.